"Lo ùnico bueno que tienen las fronteras son los pasos clandestinos."

lunedì 27 giugno 2016

all'arrembaggio... di un nuovo libro!!!!


Un nuovo libro è arrivato in questi giorni nelle librerie.

Si tratta di "Ismaele pirata pappagallo nell'Isola del Tesoro", scritto da Sebastiano Ruiz Mignone e edito da Notes.
La piccola casa editrice torinese continua a pubblicare libri di grande valore pur nella loro semplicità e questa volta ha deciso di darmi un'altra opportunità di lavorare con loro, proprio su un tema a me tanto caro: i pirati!

Mi sono divertito davvero tanto a realizzare le illustrazioni di questa divertentissima storia che celebra con grande rispetto e simpatia il popolarissimo immaginario stevensoniano, ma in modo originale e spassoso, attraverso la testimonianza diretta di un pappagallo in carne... e piume!!!
Per l'occasione però ho voluto tornare ai vecchi metodi, pur facendo tesoro (tanto per restare in tema) di quanto in questi ultimi anni ho appreso in fatto di tecniche e strumenti.
Così ho dimenticato per un po' la tavoletta grafica e la colorazione digitale per dedicarmi ai più tradizionali pennelli e acquerelli.




Volevo che restasse qualcosa di reale sulla carta, qualcosa di tangibile, qualcosa (perché no?) da esibire e mettere in mostra, se mai un giorno qualcuno me lo chiederà.
Tutte le illustrazioni del libro sono quindi realizzate interamente a mano, su carta schoeller vecchio stampo con un mix di acquerelli, ecoline, matite colorate e un po' di sperimentazione, così... per vedere se ero ancora capace.
Spero che piacciano anche a voi, così come a me è piaciuto dipingerle.
Ogni tanto ci vuole un po' di arte materica. :)
Intanto godetevi il viaggio tra le pagine di un libro ispirato alla più classica delle avventure!



lunedì 20 giugno 2016

parafrasando De André… *


Era da molto tempo che non mi capitava di fermarmi a disegnare ciò che vedo intorno. L’occasione si è presentata all’aeroporto di Barcellona, conseguenza di un ritardo mostruoso del mio volo. Ammetto che ho dovuto impormi con grande fermezza e volontà da monaco tibetano di non accendere il telefonino e mettermi a giocare o curiosare su Facebook. Sarebbe stato più semplice e - per i nostri tempi moderni - anche normale. Invece ho tirato fuori il mio taccuino e l’astuccio, immancabili compagni di viaggio, e ho deciso di fare un po’ di esercizio, che fa sempre bene. Ho semplicemente esercitarmi a disegnare figure umane in atteggiamenti comuni. Niente supereroi, animali, bambini terribili o caricature grottesche.


Ho ripensato alle magnifiche illustrazioni di Cyril Pedrosa o ai coloratissimi carnet di viaggio di Laura Scarpa, alle poetiche vignette di Larcenet e ai superbi studi di Gipi… Mi sono ricordato di quante volte ho invidiato certe mani, la pazienza di mettere a fuoco una scena e riprodurla dal vero con pochi segni, a quante volte ho avuto nostalgia e voglia di lentezza e di relax, alla possibilità di trascorrere qualche ora su una panchina per strada a guardare la gente passare e disegnarla, senza alcuno scopo preciso. E così ho ingannato l’attesa. Tié! Il ritardo si è protratto per più di 10 ore, ma in realtà avrei potuto restare lì ancora tanto tempo e vivere da spettatore quelle ore che passavano interminabili nel “non luogo” per eccellenza. E così ecco scaturire le immagini che vedete. Molto veloci, imprecise, anche un po’ sporche, ma vere, sincere, naturali. Come i movimenti delle persone che ignare mi hanno sedotto. 


Non ho fatto niente di diverso da quello che fanno tanti miei “colleghi”. Per chi, come me, non può fare a meno di avere una matita in mano è un esercizio assolutamente naturale. Si vede sfogliando le loro Moleskine e capisci perché poi pubblicano certi capolavori in libreria. 



Cosa ho imparato da questa esperienza?

Che dovrei farlo più spesso: perché fa bene alla salute e mi permette di imparare cose nuove.
Che sono bravo: a volte me ne dimentico. Sì, è vero, c’è chi non si stanca di ricordarmelo quasi ogni giorno, ma esserne consapevoli è tutta un’altra cosa.
Che la gente è bella: ha una bellezza inconsapevole che esprime tutta l’umanità della Creazione… ed è fonte di ispirazione per gli “attacchi d’arte”.


 Che quando la gente ha del tempo, in coda sul Raccordo, nello scompartimento di un treno, nella sala d’attesa di uno studio medico o aspettando il volo all’aeroporto, ormai si concentra sul proprio smartphone, non si guarda più intorno, non fa conversazione, non legge un libro, non guarda il cielo, non fantastica sul proprio futuro… Molte delle persone che ho ritratto facevano proprio quello. 

Ho rischiato anche io di fare lo stesso, ma l’arte mi ha salvato anche questa volta. :) 
Dovrò ricordarmene in futuro.



 PS: Oppure giocherò all’impiccato o a tris, perché per fortuna non tutti annegano nei social. :)



*  “pensavo è bello che dove finiscono le mie dita debba in qualche modo incominciare… una matita”

venerdì 17 giugno 2016

all'arrembaggio!!!!!!!!

è ufficiale! Finalmente la nave ha preso il largo e sta facendo rotta verso tutte le librerie. Lasciatevi abbordare tra gli scaffali senza opporre resistenza se non volete essere condannati ad un giro di chiglia o abbandonati su un'isola deserta senza libri e piena di zanzare! Parola di Ismaele, vero pirata tra i pirati! Da Notes Edizioni il nuovo romanzo per ragazzi di Sebastiano Ruiz Mignone da me illustrato.