"Lo ùnico bueno que tienen las fronteras son los pasos clandestinos."

lunedì 20 giugno 2016

parafrasando De André… *


Era da molto tempo che non mi capitava di fermarmi a disegnare ciò che vedo intorno. L’occasione si è presentata all’aeroporto di Barcellona, conseguenza di un ritardo mostruoso del mio volo. Ammetto che ho dovuto impormi con grande fermezza e volontà da monaco tibetano di non accendere il telefonino e mettermi a giocare o curiosare su Facebook. Sarebbe stato più semplice e - per i nostri tempi moderni - anche normale. Invece ho tirato fuori il mio taccuino e l’astuccio, immancabili compagni di viaggio, e ho deciso di fare un po’ di esercizio, che fa sempre bene. Ho semplicemente esercitarmi a disegnare figure umane in atteggiamenti comuni. Niente supereroi, animali, bambini terribili o caricature grottesche.


Ho ripensato alle magnifiche illustrazioni di Cyril Pedrosa o ai coloratissimi carnet di viaggio di Laura Scarpa, alle poetiche vignette di Larcenet e ai superbi studi di Gipi… Mi sono ricordato di quante volte ho invidiato certe mani, la pazienza di mettere a fuoco una scena e riprodurla dal vero con pochi segni, a quante volte ho avuto nostalgia e voglia di lentezza e di relax, alla possibilità di trascorrere qualche ora su una panchina per strada a guardare la gente passare e disegnarla, senza alcuno scopo preciso. E così ho ingannato l’attesa. Tié! Il ritardo si è protratto per più di 10 ore, ma in realtà avrei potuto restare lì ancora tanto tempo e vivere da spettatore quelle ore che passavano interminabili nel “non luogo” per eccellenza. E così ecco scaturire le immagini che vedete. Molto veloci, imprecise, anche un po’ sporche, ma vere, sincere, naturali. Come i movimenti delle persone che ignare mi hanno sedotto. 


Non ho fatto niente di diverso da quello che fanno tanti miei “colleghi”. Per chi, come me, non può fare a meno di avere una matita in mano è un esercizio assolutamente naturale. Si vede sfogliando le loro Moleskine e capisci perché poi pubblicano certi capolavori in libreria. 



Cosa ho imparato da questa esperienza?

Che dovrei farlo più spesso: perché fa bene alla salute e mi permette di imparare cose nuove.
Che sono bravo: a volte me ne dimentico. Sì, è vero, c’è chi non si stanca di ricordarmelo quasi ogni giorno, ma esserne consapevoli è tutta un’altra cosa.
Che la gente è bella: ha una bellezza inconsapevole che esprime tutta l’umanità della Creazione… ed è fonte di ispirazione per gli “attacchi d’arte”.


 Che quando la gente ha del tempo, in coda sul Raccordo, nello scompartimento di un treno, nella sala d’attesa di uno studio medico o aspettando il volo all’aeroporto, ormai si concentra sul proprio smartphone, non si guarda più intorno, non fa conversazione, non legge un libro, non guarda il cielo, non fantastica sul proprio futuro… Molte delle persone che ho ritratto facevano proprio quello. 

Ho rischiato anche io di fare lo stesso, ma l’arte mi ha salvato anche questa volta. :) 
Dovrò ricordarmene in futuro.



 PS: Oppure giocherò all’impiccato o a tris, perché per fortuna non tutti annegano nei social. :)



*  “pensavo è bello che dove finiscono le mie dita debba in qualche modo incominciare… una matita”

6 commenti:

Angelo ha detto...

Bella mano... che pennarello hai usato per il nero?

roberto lauciello ha detto...

Ciao Angelo, grazie!!!.... ho usato una pen brush della Pentel per i tratti più grossi e un semplice rapido nero per i tratti più sottili.

Mirko P ha detto...

Ciao Roberto, mi chiamo Mirko, ti chiedo perdono se ti do del tu. Ti scrivo perché sono rimasto colpito dalla tua mano e i tuoi diawgni. Sono un appassionato, autodidatta, di vignette umoristiche e disegno per bambini e confesso che provo un pò di sana invidia per chi come te riesce a rappresentare le cose e le persone con pochi e semplici tratti. Ti chiedo con un pò di imbarazzo, se posso mandarti alcuni miei disegni x avere un tuo parere.
Ancora complimenti, Mirko.

ett ha detto...

Quanto mi piace il blocco schizzi... anche perché i miei disegni non ne scappano via. Complimenti, lo stile abbozzato ha tutti i tratti che servono. Forse lo sai: complicare é facile, semplificare é difficile, bisogna sapere cosa togliere (B. Munari)

roberto lauciello ha detto...

Grazie ett!!! ... la sintesi è un mio obiettivo. :)

roberto lauciello ha detto...

Ciao Mirko P. Purtroppo ho letto soltanto oggi il tuo piacevolissimo commento. Se vorrai inviarmi qualche disegno sarò lieto di guardarlo.